Antibiotici in allattamento: quali rischi?

Un argomento che desta diversi dubbi nelle neomamme riguarda l’assunzione di farmaci ed antibiotici in allattamento, in quanto alcuni principi attivi possono passare con facilità nel latte materno ed assunti quindi anche da piccolo neonato.

L’allattamento al seno costituisce una vera e propria condivisione tra mamma e figlio per cui il latte costituisce un veicolo per tutti i farmaci, ma anche sostanze nocive, che la mamma assume in questa fase. Molte donne giustamente hanno dei dubbi circa l’assunzione di tachipirina, clavulin, zimox o augumentin in allattamento e, giustamente, cercano informazioni sul web o presso gli esperti (che è sempre meglio!).

Ciò che determina il passaggio del farmaco dal sangue al latte materno dipende, oltre che dal rapporto di concentrazione tra il plasma e latte (il passaggio del farmaco avviene dal sangue dove è più concentrato al latte dove lo è meno), e da altri fattori da non trascurare tra cui il pH del latte (più basso rispetto al sangue) e la sua liposolubilità (quantità di gassi presenti all’interno del latte). Questo discorso non vale solo per i farmaci ma anche per l’alcool, la nicotina e tutte quelle sostanze che assume la madre che potrebbero danneggiare il piccolo.

Se si allatta al seno e si assumono farmaci (per esempio: antibiotico per ascesso dentale, augumentin, altri prodotti simili) che riescono a passare nel latte materno inevitabilmente si espone il piccolo ad eventuali effetti collaterali derivanti dell’assunzione del farmaco stesso. Per questo è buona norma, come sottolineato anche dai colleghi di Allattamento.org, prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco, consultare il parere del vostro medico per non incorrere in spiacevoli incidenti. E’ poi opportuno leggere attentamente le informazioni contenute nel foglietto illustrativo di ogni medicinale che stiamo assumendo, così da comprendere esattamente cosa si sta andando ad assumere e quali sono i rischi associati all’assunzione di quel particolare principio attivo.

Bisogna tenere in mente un concetto molto importante: l’assunzione di farmaci in allattamento, come anche in gravidanza, è utile se i benefici superano i rischi. Quindi se un farmaco è indispensabile per la madre (es. antitumorale) a quel punto i rischi per il bambino sono troppo elevati da richiedere la sospensione dell’allattamento.

Ma quanto farmaco assume un neonato con l’allattamento?

Il passaggio dei principi attivi farmacologici nel latte materno dipende da alcuni parametri variabili quali: la concentrazione della componente farmacologicamente attiva dei medicamenti (cioè la quantità di farmaco effettivamente in grado di raggiungere il sangue ed avere azione), la percentuale di farmaco che viene o meno assorbita dal lattante (tenendo conto della capacità del bambino di metabolizzare efficacemente il farmaco), la quantità di latte ingerita dal bambino mediamente nel corso di ogni poppata e la durata della terapia che deve seguire la mamma.

I farmaci potenzialmente pericolosi per il bambino che possono essere assunti attraverso il latte sono molti. Di seguito focalizzeremo la nostra attenzione sugli antibiotici in allattamento, essendo una delle classi di farmaci più utilizzate nella popolazione.

Antibiotici e allattamento al seno: tutto ciò che serve sapere e consigli per proteggere il bambino

Avere bisogno di assumere un antibiotico in allattamento è evento molto probabile. Disturbi quali cistiti, infezioni alla gola, dentarie, respiratorie, intestinali richiedono l’utilizzo di antibiotici mirati per risolvere il problema. Ma quali antibiotici possiamo prendere senza arrecare danni al piccolo che allattiamo? 

Antibiotici in Allattamento

L’assunzione di antibiotici in allattamento può esporre il bambino ad effetti collaterali associati agli effetti esplicati dall’antibiotico stesso. Ad esempio, l’assunzione di antibiotici riduce la flora batterica che popola le nostre mucose e questo fa si che possano presentarsi infezioni fungine in vari distretti corporei. Casi di candidosi e di diarrea possono essere molto frequenti nel bambino allattato da una madre che assume farmaci, pertanto è bene consultare il medico ed eventualmente valutare la sospensione della terapia. Quindi anche se nel foglio illustrativo dell’antibiotico che state assumendo non è riportato alcun rischio significativo per il bambino sappiate che gli antibiotici hanno effetti secondari nel piccolo che non vanno sottovalutati.

Le classi di antibiotici più frequentemente prescritte per il trattamento di diverse infezioni di origine batterica troviamo le penicilline.  L’amoxicillina (Augmentin) è la penicillina più prescritta per la cura di vari tipi di infezioni e bisogna assumerla con cautela in quanto è capace di passare facilmente nel latte materno. Chimicamente, questo farmaco, ha un gruppo facilmente protonabile nelle condizioni di pH del latte quindi passa molto facilmente dal sangue al latte dove vi resta. Il pericolo più grave di un’assunzione dell’amoxicillina è che può dare, come tutte le penicilline shock anafilattico in quanto il bambino può essere allergico. Spesso l’amoxicillina può essere prescritta per curare un’infezione batterica ed associarla alla Tachipirina (paracetamolo) per abbassare la febbre. Il paracetamolo, invece, è sicuro e ben tollerato nei bambini.

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Una certa cautela deve essere presa nel caso di trattamento con metronidazolo, farmaco di scelta nel trattamento delle infezioni protozoarie da Trichomonas vaginalis e clostridi, che si trova in concentrazioni significative nel latte materno. Inoltre la sua emività è molto lunga (6-7 ore) ed è per questa ragione che la sua somministrazione nei primi tre mesi dopo il parto deve essere monitorata con cura. Nel caso in cui la mamma deve assumere questo farmaco sono raccomandate dosi singole di 2 g e l’allattamento va sospeso per circa 24 ore. Durante il periodo di sospensione dell’allattamento bisogna comunque provvedere ad eliminare il latte dal seno. Il metronidazolo ha anche un effetto collaterale da non sottovalutare: poichè è un farmaco che attraversa molto bene la barriera ematoencefalica può arrivare al cervello del bambino e provocare convulsioni, come accade con altri tipi di antibiotici come i fluorochinolonici (ciprofloxacina, Ciproxin).

Un’altra classe di antibiotici molto utilizzata per la cura di infezioni batteriche di vario tipo sono le tetracicline. Questi farmaci sono poco utilizzati per la loro scarsa maneggevolezza, perchè il loro assorbimento dipende molto dalla qualità del cibo che si assume ed hanno interazione con numerose preparazioni medicinali. La loro effettiva capacità di giungere immodificate nel latte è molto bassa, in quanto la loro efficacia è annullata dall’assunzione di alimenti a base di calcio, essendo esse capace di sequestrarlo e quindi la molecola non ha più effetto. Tuttavia, nonostante esse si ritrovano in concentrazioni elevate nel latte, sono legate al calcio che qui è molto presente e dunque poco pericolose per il bambino. Tra le tetracicline la minociclina è la più pericolosa sia perchè raggiunge la concentrazione del 100% nel sangue (e quindi buona parte va nel latte) sia perchè non ha interferenze con il calcio presente nel latte materno e quindi viene assunta dal bambino nella forma attiva.

L’acido nalidissico e i sulfamidici (utilizzati nella cura delle infezioni urinarie) vanno assunti con cautela perchè il rischio di provocare anemia emolitica nel neonato è molto elevato. Dunque, la madre deve assumerli solo se strettamente necessario ed evitare l’allattamento in quel periodo.

Discorso diverso per tutti quegli antibiotici che sono utilizzati per la cura di infezioni intestinali, che non causano in genere problemi nel lattante in quanto esplicano un’azione locale a livello dell’intestino della madre e vengono escreti maggiormente per via fecale o renale.

Consigliamo sempre di rivolgersi al proprio medico prima di assumere un qualsiasi farmaco o anche un semplice integratore alimentare, in quanto le sostanze in grado di passare nel latte materno sono molte ed il rischio di esporre il vostro bambino a fenomeni di tossicità è elevato.

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