Esercizi di logopedia: quali sono? a cosa servono?

I nostri bambini, e questa è forse un po’ una sorpresa per chi è genitore per la prima volta, hanno spiccate capacità comunicative sin dalla più tenera età. Lo sviluppo dell’uso della parola comincia da prestissimo, anche se in forme che spesso chi non è logopedista non è in grado di riconoscere.
La logopedia si occupa di indagare, correggere e migliorare proprio questo tipo di fenomeni, seguendo le tappe di crescita comunicativa del bambino e confrontando i nostri piccoli anche con quelle che sarebbero le tappe che, data l’età, si sarebbero dovute raggiungere. Prima di addentrarci più nello specifico nel mondo degli esercizi di logopedia e dei traguardi che il nostro bambino dovrebbe raggiungere, è comunque fondamentale tenere conto del fatto che ogni bambino è diverso e che ognuno segue ritmi propri: non è detto che chi è più lento all’inizio abbia necessariamente problemi di carattere cognitivo o comunicativo.

Quando però il bambino ha difficoltà piuttosto evidenti nell’apprendere e nell’utilizzare gli strumenti del linguaggio, quando ci sono difetti di pronuncia che siano chiari o quando è in netto ritardo rispetto ai coetanei, ci si può rivolgere ai logopedisti per avere contezza della gravità del problema, che spesso è comunque facilmente correggibile con degli specifici esercizi di logopedia.
In questo saggio impareremo a conoscere le modalità attraverso le quali vengono preparati e vengono utilizzati gli utilizzi specifici, come farsi guidare in modo efficace dal proprio logopedista e come rendere la terapia riabilitativa del nostro piccolo efficace e priva di stress.

Qual è l’obiettivo che ci dobbiamo prefiggere?

Abbiamo provato in apertura a rendere chiaro un punto specifico: ogni bambino ha i suoi tempi, che spesso non sono indice di difficoltà, ma semplicemente di tempi di apprendimento che possono essere momentaneamente più dilatati rispetto a quelli dei coetanei.
L’obiettivo della logopedia e degli esercizi non è dunque quello di imporre al nostro piccolo ritmi e tempi che non gli sono propri, ma piuttosto di andare a correggere, ove possibile, quelli che sono problemi oggettivi e contro i quali l’opera della logopedia risulta più utile.

L’importanza del logopedista

Questa guida non è stata pensata per permettervi di mettere in pratica esercizi che vadano a correggere i problemi dei vostri bambini. Si tratta invece di una guida che vi permetterà, sotto la guida del logopedista, di ottenere i migliori risultati possibili, sempre nell’interesse del vostro piccolo.
L’inizio e la fine del percorso passa, senza possibilità di alternative, dal logopedista, un professionista che riuscirà ad individuare gli esercizi più adatti per il nostro piccolo, integrandoli con suggerimenti mirati anche sullo stile di vita, l’unico, per intenderci, in grado di realizzare il percorso di allenamento specifico per superare i problemi che il nostro piccolo ha a livello comunicativo.

Gli esercizi logopedici: i diversi tipi

Gli esercizi di logopedia non sono tutti uguali, ma appartengono bensì a diverse macro-categorie, ognuna specificatamente pensata per andare a correggere e migliorare determinate situazioni. A seconda infatti dei deficit mostrati dal nostro piccolo, potrebbero essere utilizzati:

  • esercizi mirati per sviluppare attenzione e memoria;
  • esercizi che invece agiscono sull’udito e sulla qualità della percezione uditiva;
  • esercizi che si occupano dello sviluppo della laterite;
  • esercizi che si occupano di migliorare l’organizzazione dello spazio e del tempo da parte del bambino;
  • training specifico per la percezione di direzioni, grandezze e dimensioni, organizzazione spaziale;
  • miglioramento dello schema corporeo;
  • esercizi che possono migliorare le capacità motorie, soprattutto dell’apparato dedicato al linguaggio;
  • esercizi di riscaldamento;
  • infine, ed è forse quello che tutti ci aspettavamo di trovare in cima, gli esercizi che sono invece pensati per lo sviluppo più diretto delle capacità linguistiche.

Gli esercizi che il logopedista sono comunque correlati alle specificità del nostro piccolo e dei suoi problemi. Chi non ha competenze specifiche in questo senso non può assolutamente avventurarsi: il rischio è quello di lasciare la situazione intatta e, nei casi peggiori, di peggiorarla addirittura.

Gli esercizi di stimolazione linguistica

Si tratta di esercizi specifici che hanno la forma del gioco. Il logopedista infatti, ricorrendo all’utilizzo di strumenti tipicamente amati dai bambini (pensiamo a immagini, pupazzi, giochi di ruolo, libri) stimola il bambino ad apprendere nuove parole e a colmare quella che potrebbe essere una distanza troppo grande rispetto a quanto sviluppato, a livello lessicale, dai bambini della medesima età. Si tratta di esercizi che sono ottimi anche per sviluppare sintassi e semantica del linguaggio. Al loro interno si possono inserire anche esercizi specifici per il miglioramento del linguaggio.

Esercizi logopedia

La stimolazione foniatrica

Si tratta in questo caso di esercizi che sono tarati maggiormente su quelli che sono gli ambiti del suono e della fonetica. Non si tratta di correggere soltanto suoni e sillabe pronunciate male, ma anche di dimostrazioni pratiche sui movimenti che la lingua deve fare per riprodurli. Anche in questo caso l’esercizio è, per così dire, mascherato da attività di gioco, così da permettere al bambino di dedicarvi tutta la sua attenzione.

L’attività motoria: come viene stimolata

Spesso si può nascondere, dietro a difetti di pronuncia o scarsa fluenza nel parlare, un problema di carattere motorio. Per questo motivo vengono eseguiti degli esercizi ad hoc, che prevedono anche passaggi laterali come l’educazione all’alimentazione (e al riconoscimento delle consistenze), che hanno come obiettivo quello di fornire al piccolo maggiori strumenti di motilità che gli permettono, spesso, di superare i problemi relativi alla pronuncia.

Il ruolo, fondamentale, dei genitori

I genitori non possono ovviamente essere sostituiti dal logopedista, ma devono piuttosto coadiuvarlo in quello che è un percorso comunque impegnativo per il nostro bambino.
Il ruolo dei genitori, come amano ripetere i logopedisti che hanno contezza del fatto che il loro ruolo è fondamentale, è assolutamente insostituibile anche livello terapeutico.
Innanzitutto è necessario evitare allarmismi, che si rivelano sempre controproducenti: hanno un effetto estremamente deleterio sulla tranquillità del bambino, che perde dunque anche la possibilità di trarre giovamento dal percorso dal logopedista.

Esercizi di logopedia per bambini

Inoltre è di importanza assoluta riconoscere la necessità di tempi “biologici” di miglioramento, dato che non ci si può aspettare assolutamente di colmare il gap del nostro piccolo in poche sedute.
I genitori hanno in aggiunta un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni del bambino, ruolo che può aiutarlo a migliorare sostanzialmente nelle sue capacità comunicative.
Di seguito trovate dei piccoli accorgimenti che potete mettere in pratica sin da subito, per aiutare il vostro piccolo nel suo percorso di miglioramento:

  • la disponibilità all’ascolto deve essere incondizionata, assoluta e totale;
  • il linguaggio che adottate in casa deve essere semplice, ben scandito, privo di dialettisimi e di confusione con altri registri linguistici. Niente stranezze, soltanto un linguaggio chiaro, udibile e comprensibile;
  • va preferito un vocabolario scarno ed essenziale. Le frasi e i periodi devono essere corti e con poche subordinate;
  • il bambino non va mai interrotto mentre sta cercando di esprimersi. Devono essere rispettati necessariamente i turni e deve essere dato al bambino tempo necessario per esprimersi;
  • le pause nel discorso sono necessarie e fondamentali. Aiutano il bambino ad elaborare quello che avete detto e a sua volta a concretizzare una risposta;
  • si può giocare con le parole e offrire al bambino materiale ludico che sia concentrato sulla comunicazione è un ottima idea per migliorare le sue capacità;
  • per un bambino che avverte tensione nella comunicazione, esprimersi è molto faticoso. Alle sedute di “comunicazione orale” vanno intervallati dei momenti di gioco che permettano al bambino di scaricarsi. La vita del piccolo non deve essere incentrata completamente sulla comunicazione verbale;
  • il bambino non va messo in condizione di essere forzato a comunicare. Evitare assolutamente di metterlo davanti ad amici e parenti a raccontare fatti della sua vita. Si tratta di stress comunicativo ed emotivo che il nostro piccolo non è pronto ad affrontare;
  • le reazioni ai blocchi del bambino devono essere assenti. No alle mimiche facciali di disappunto, no allo spazientimento;
  • il bambino non va pressato: la comunicazione deve essere naturale e spontanea;
  • nessun tipo di rimprovero: il vostro bambino ha bisogno di aiuto e di comprensione, non di ulteriore stress;
  • il bambino va incoraggiato e vanno sottolineate le sue capacità e i suoi punti di forza
  • la comunicazione deve essere piacevole, create un ambiente adatto;
  • filastrocche e canzoni sono molto indicate per aiutare le capacità comunicative del bambino: fatene ampio uso;
  • leggete storie al vostro bambino, ovviamente tarate sulla sua età.

Nonostante il logopedista abbia, in qualità di esperto, un ruolo assolutamente centrale, i genitori non sono da meno. Sarete voi i compagni del vostro piccolo nel suo percorso di miglioramento: non dimenticatelo mai, anche quando la frustrazione, e capiterà, sarà davvero difficile da gestire.

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