Addome Batraciano o Ascite: Cause, Sintomi e Terapia

L’addome batraciano è una condizione patologica che è caratterizzata da un addome di forma globosa: il paziente che soffre di addome batraciano viene detto “ascitico”.

Quando il paziente è supino si verifica il versamento ascitico nella cavità peritoneale che tende a concentrarsi sui fianchi causandone la distensione e facendo assomigliare l’addome a quello di una rana. Il termine “batraciano” deriva dal termine greco “Batrachos” che significa appunto rana.

L’ascite provoca un accumulo patologico di liquidi nella cavità peritoneale e questo causa la comparsa di gonfiore nella zona dell’addome oltre che una sensazione di tensione. L’ascite può essere causata da diverse patologie, ma la più comune è l’ipertensione portale spesso correlata alla fibrosi epatica, alla cirrosi epatica o ad altre patologie croniche del fegato. Il liquido ascitico può essere generato da uno scambio alterato di liquidi con la vena porta oppure da un processo flogistico (infiammatorio).

Qualunque sia la causa, ne risulta un versamento di liquidi nella cavità addominale. Le condizioni non epatiche che causano l’ascite includono i tumori agli organi addominali. La condizione può essere affrontata e superata, anche se è necessario, come vedremo più avanti in questo articolo, distinguerne quale sia l’origine della patologia per  individuare la terapia più adatta.

Vediamo insieme cosa c’è da sapere sull’addome batraciano (ascite), quali sono le forme più comuni e se esistono possibilità di prevenzione o di terapia.

Che cos’è l’addome batraciano o globoso?

Per ascite si intende una concentrazione di liquidi nella cavità peritoneale, in genere è fastidiosa, ma non sempre nociva. Purtroppo le cause e le complicazioni della patologia sono correlate a problemi di salute importanti.  Una ascite lieve non si nota facilmente mentre l’ascite severa causa una distensione addominale evidente.

I pazienti che soffrono di ascite lamentano spesso un senso di gonfiore e di pesantezza all’addome che si aggrava progressivamente e va a premere sugli organi. I pazienti soffrono anche di dispnea, ovvero di difficoltà a respirare, a causa del gonfiore che provoca una ostruzione al normale movimento del diaframma. Un paziente che soffre di un versamento ascitico, specie se severo, presenta il tipico addome batraciano.

Dove può colpire?

L’ascite colpisce l’addome e la zona addominale. A causa del gonfiore anche gli organi vanno a soffrire di questa condizione. Il liquido accumulato sull’addome va premere sugli organi e causa anche problemi respiratori.

Ascite non complicata

L’ascite non complicata è un tipo di ascite non infetta e che non viene associata alla comparsa della sindrome epato-renale. L’ascite non complicata può essere di:

  • Grado 1 (lieve): si evidenzia solo a seguito di un esame ecografico.
  • Grado 2 (moderata): causa una distensione simmetrica dell’addome individuabile con le manovre semeiologiche fisiche.
  • Grado 3 (marcata): causa una forte distensione addominale visibile immediatamente.

La condizione del paziente deve essere sempre valutata da uno specialista esperto.

Ascite complicata

Questa rappresenta la più grave tra le forme di Ascite. Essa può essere:

  1. ascite refrattaria, non può essere mobilizzata o presenta una ricomparsa precoce, non si può prevenire con la terapia medica. Ci sono due sottogruppi di asciti refrattarie, quelle resistenti ai diuretici (refrattarie al trattamento diuretico) e quelle intrattabili con i diuretici (si tratta di asciti refrattarie alla  terapia con diuretici a causa della comparsa di complicanze provocate dai farmaci);
  2. ascite con peritonite batterica spontanea, la peritonite batterica spontanea causa lo sviluppo di una infezione dell’ascite anche senza un focolaio d’infezione. L’infezione è sostenuta dai germi dell’intestino e la peritonite batterica è la conseguenza più seria e frequente nei pazienti che soffrono di cirrosi. La mortalità è di circa il 90%, ma si può ridurre al 20% con la diagnosi precoce;
  3. sindrome epato renale, è rara, ma è spesso letale. Causa una insufficienza renale progressiva, un afflusso ridotto di sangue ai reni, disfunzioni idriche ed elettrolitiche.

Quali sono i sintomi dell’addome batraciano (ascite)?

I sintomi dell’ascite sono correlati alle varie cause di origine e da quanto liquido intraddominale si accumula. Nelle forme più lievi il paziente non mostra sintomi, ma se il paziente soffre di ascite marcata può lamentare dolore addominale, difficoltà a respirare, inappetenza, gonfiore e addome duro.

In alcuni casi si possono osservare anche ittero, senso di debolezza, eritema, dilatazione dei capillari, ginecomastia.

Quali sono le cause dell’addome batraciano (ascite)?

L’addome batraciano, o ascite, può essere provocato da diverse cause e fattori di rischio, che possono agire anche in concomitanza:

  1. nell’80% dei casi circa, l’ascite viene causata da una cirrosi, una malattia del fegato di tipo degenerativo. In questa patologia del tessuto cicatriziale va a sostituirsi al normale tessuto epatico. L’ascite si riscontra nel 50% dei pazienti con cirrosi entro circa 10 anni dalla diagnosi;
  2. l’ascite può essere causata anche da una malattia infettiva, da una insufficienza cardiaca, da forme tumorali degli organi addominali o da rare e serie forme di malassorbimento intestinale.

L’origine della patologia è in genere l’ipertensione portale. La vena porta raccoglie il sangue che proviene dalla milza e lo veicola nel fegato; quando ci sono malattie epatiche (come ad esempio la cirrosi) il flusso di sangue all’interno del fegato viene ostacolato e aumenta la pressione nella vena porta. Questo causa un aumento della quantità di sangue alla milza e una ipovolemia (riduzione di quantità di sangue in circolo).

Il sistema simpatico risponde all’ipovolemia e aumenta il quantitativo di sodio e di liquidi a livello dei reni oltre a spingere il cuore ad aumentare la frequenza. In questo modo la pressione idrostatica causa l’aumento liquidi  causa ascite. Si possono individuare anche delle cause patologiche di ascite come:

  • cancro al colon;
  • cuore polmonare;
  • epatite;
  • eritroblastosi Fetale;
  • fibrosi Epatica;
  • ipertensione polmonare;
  • linfoma;
  • nefrite;
  • pancreatite;
  • peritonite;
  • tumore al fegato;

Ad ogni modo, in presenza di una ascite, è consigliabile effettuare un check up per individuare le possibili cause che provocano la comparsa dei sintomi riportati nei paragrafi precedenti.

Ci sono terapie efficaci?

Prima di seguire una terapia accurata è necessario avere una diagnosi. La diagnosi di ascite inizia con un semplice esame obiettivo del fisico del paziente, in seguito si procede con una anamnesi accurata utile a formulare delle ipotesi sulle cause possibili dell’origine della patologia.

Una volta eseguiti questi controlli il medico chiederà al paziente delle sue abitudini e della storia medica famigliare. In genere il medico chiede di sapere di un eventuale consumo di alcol, dell’utilizzo di farmaci, di malattie epatiche e di possibili fattori di rischio (come la storia famigliare di patologie epatiche).

Quando l’accumulo di liquidi supera i 500 ml, l’ascite si può diagnosticare semplicemente con l’osservazione e con delle manovre fisiche. Per una concentrazione minore si rende utile una semplice ecografia addominale. In seguito il medico individuerà le cause della patologia per scegliere la terapia più adatta. Anche le analisi del sangue sono utili al fine di individuare le cause della patologia che scatena l’ascite. Per una ascite di origine sconosciuta è necessaria la paracentesi esplorativa per arrivare alla diagnosi.

La terapia per l’ascite cambia a seconda delle cause. Se l’ascite è causata da carcinomi è necessario un intervento chirurgico per eliminare la neoplasia, possono essere necessarie anche la radioterapia o la chemioterapia. I pazienti ascitici affetti da cirrosi devono seguire una dieta specifica, riposare e eseguire esercizi posturali per decongestionare la zona.

Una dieta iposodica è necessaria per limitare l’accumulo di liquidi. Nelle fasi più avanzate della cirrosi bisogna ricorrere alla restrizione idrica. È anche necessario sospendere il consumo di alcol e ridurre l’utilizzo di farmaci FANS. È necessario anche consumare pasti ridotti e frequenti. In alcuni casi può essere necessario anche un trapianto di fegato. All’ascite è associato un tasso di mortalità del 50% in circa due anni successivi alla diagnosi del medico.

Se l’ascite diventa refrattaria alla terapia oltre il 50% dei pazienti decede entro i sei mesi. Per questo motivo si ricorre al trapianto di fegato, soluzione  che va valutata per i pazienti che soffrono di ascite.

Nonostante possa rappresentare una soluzione, bisogna considerare che si tratta di un intervento molto lungo e complesso e che necessita di uno staff medico esperto e specializzato.

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