Assorbenti post parto: come scegliere al meglio

Nella lista della spesa per il ricovero post-parto gli assorbenti rivestono un ruolo di fondamentale importanza. Sono infatti necessari per andare a contenere, nel modo più igienico possibile e soprattutto troncando sul nascere eventuali infezioni o irritazioni, l’abbondante flusso che ci colpirà nei giorni subito seguenti, appunto, al parto.

Scegliere l’assorbente post-parto giusto, come sottolineano i colleghi di www.benessere-donna.com, non è sempre facile, nonostante in genere ginecologi ed ospedali si adoperino per indicare questo o quel modello e questa o quella marca. Ci sono dei criteri in base ai quali scegliere il migliore che fa al caso nostro e alcuni, essendo personalissimi, non devono che interessare noi stesse soltanto. Vediamo insieme cosa c’è da sapere per quanto riguarda la scelta dei migliori assorbenti post-parto, analizzando il formato, i materiali e le altre caratteristiche accessorie.

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No, quelli tradizionali non vanno bene

Se pensate di cavarvela scegliendo i normalissimi assorbenti da ciclo mestruale, vi sbagliate di grosso. Gli assorbenti da ciclo sono infatti concepiti per un un flusso di densità minore e soprattutto di consistenza molto più lieve. Utilizzando questo tipo di prodotti per il post parto porta a problemi sicuramente da non trascurare:

  • spesso non sono in grado di contenere tutto il flusso, per quanto di frequente possano essere cambiati
  • non sono asettici al punto tale da poter essere considerati, senza alcun dubbio, adatti al contatto con quella che è, a tutti gli effetti, una ferita aperta
  • tendono, soprattutto in presenza di flussi abbondanti (come è il caso del flusso post-parto) a rimanere umidi al contatto con la pelle, favorendo l’insorgenza di infezioni e irritazioni.

Come prima regola che dobbiamo darci dunque, troviamo l’eliminazione dal novero delle possibilità dell’utilizzo degli assorbenti standard.

Non vanno bene neanche gli assorbenti interni

Anche nel caso in cui il nostro canale vaginale avesse già assunto una forma tale da permettere l’inserimento e il mantenimento senza problemi di assorbenti interni, si tratta comunque di un’ipotesi da scartare, per motivi che sono molto simili a quelli che abbiamo individuato per gli assorbenti tradizionali. Si tratta infatti di prodotti che non garantiscono un drenaggio adeguato dei liquidi e che sono soprattutto molto rischiosi alla luce delle possibili irritazioni e infezioni. Si tratta, per intenderci, di prodotti che nessun bravo ginecologo vi consiglierebbe nei giorni subito successivi alla nascita del vostro piccolo.

Guida agli assorbenti post parto

 

Il primo punto fondamentale: il materiale

Il primo criterio di scelta è sicuramente quello del materiale. Vanno scelti assorbenti post-parto rigorosamente di cotone. Si tratta infatti di un materiale che ha particolari capacità anti-settiche, che è ottimo per il contatto con la pelle in quanto in grado di rimanere asciutto e soprattutto di far traspirare i tessuti. Tutti gli altri materiali sono inferiori per qualità al caro vecchio cotone, soprattutto se di origine sintetica. La qualità di cotone preferita per questo tipo di prodotti è il cotone tubolare, che può contenere o non contenere un piccolo quantitativo di cellulosa, che comunque non ne inficia la bontà.

Che siano molto assorbenti

Un altro punto sul quale necessariamente spingere è quello del fattore assorbimento. Il flusso nei giorni che immediatamente seguono il parto è estremamente fluido e abbondante, il che vuol dire che avremo bisogno di assorbenti che siano in grado di assorbire liquidi che sia per quantità, sia per qualità sono decisamente particolari.

In genere gli assorbenti post-parto tendono ad essere più spessi (e ahinoi meno comodi) rispetto alle varianti da ciclo. Dovremo farcene una ragione, dopotutto non dovremo che indossarli per qualche giorno, successivamente ai quali potremo finalmente liberarcene.

Il problema della mutandina

Quello della mutandina a sostegno dell’assorbente è uno dei temi dei quali si dibatte da più tempo (e con toni particolarmente accesi). Molti ospedali consigliano il modello a pannolone, che consente di bloccare qualunque tipo di fuori-uscita e preservare dunque ad un livello superiore l’igiene della donna.

Altri invece, soprattutto per comodità e spesso su spinta delle pazienti, indicano la classica mutandina a rete, sicuramente meno d’impaccio rispetto al pannolone. Ogni ospedale e ogni ginecologo tendono a consigliare il prodotto che ritengono migliore (o al quale sono abituati), senza però spesso tenere conto del parere della donna. La cosa migliore da fare? Provare tutte le mutandine prima del parto e scegliere quella con la quale ci sentiamo più comode.

Ogni quanto vanno cambiati gli assorbenti post-parto?

Con la massima frequenza possibile e, nel caso in cui fosse necessario, dopo ogni flusso abbondante. Nonostante infatti siano molto assorbenti, sempre meglio mantenerli puliti, soprattutto nel caso in cui avessimo ancora delle ferite aperte e magari punti in via di guarigione.

L’igiene deve essere davvero massima e nonostante il prezzo dei pannoloni post-parto non sia proprio economico, cerchiamo di trattarci bene, almeno per quei pochi giorni che seguiranno la nascita del nostro piccolo e durante i quali l’attenzione per la nostra salute deve essere davvero massima.

Bisogna scegliere prodotti di marca?

I prodotti delle marche che siamo abituate ad associare con gli assorbenti sono in realtà arrivati in ritardo sui mercati. Cercano di offrire ovviamente un buon compromesso qualità/prezzo, facendosi forti anche della riconoscibilità del marchio, che sono riusciti a sviluppare con anni di presenza sul mercato.

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Raramente però alla “marca” è associato un prodotto di qualità eccellente. Si tratta infatti di prodotti realizzati con materiali di grado medico e che dovremmo, in un modo o nell’altro, cercare di scegliere tra produttori che sono specializzati in materiale da ospedale. Nel caso in cui abbiate dubbi sulla marca, fatevi aiutare nella scelta dal vostro ginecologo.

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