Fragole rampicanti: come coltivarle

Chi non ama le fragole? Rosse, succose e dolcissime, sono una delle cose più liete della bella stagione. Chi è stanco di comprarle però, oppure si è improvvisamente trovato con una passione per coltivazioni e orti, può cominciare a coltivarle in casa senza alcun tipo di problema, dato che le fragole rampicanti sono una coltura facile, che si trova a crescere in modo rigoglioso nel nostro paese e che può essere utilizzata sia per i suoi “frutti” (non sono frutti, tecnicamente, ma di questo parleremo più avanti), sia invece per motivi più prettamente estetici.

Vediamo insieme come coltivare le fragole rampicanti, quali sono le le cose a cui stare attenti, quali sono i trucchi degli esperti e quali sono le controindicazioni per la coltivazione in oggetto.

Le fragole non sono tecnicamente dei rampicanti

Le fragole, almeno tecnicamente, non sono delle piante rampicanti. Non è infatti un tipo di pianta che possiede di per sé gli strumenti per arrampicarsi sulle reti. È necessario infatti, per l’intervento dell’uomo, che deve occuparsi di legarle e di guidarle.

Le fragole rampicanti non sono altro che delle comunissime piante di fragole a crescita rapida, piante che hanno stoloni che possono raggiungere, anche a stretto giro di posta, il metro di altezza. Si possono guidare verso l’altro con dei sostegni, che si tratti di grate, di canne o di reti.

Come coltivare le fragole rampicanti
Fonte foto: Rifaidate.it

Le fragole

Le fragole sono una pianta originaria del Nord America, ma che cresce spontaneamente su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un frutto molto popolare sia per il suo sapore sia per motivi di carattere estetico: in balcone vengono fatte coltivare sia per goderne dei frutti una volta giunti a maturazione, sia per motivi di carattere più propriamente estetico.

Si possono coltivare in giardino o in vaso

Le fragole rampicanti possono essere coltivate senza alcun tipo di problema tanto in giardino quanto in vaso. Rispetto a quelle che sono le fragole comuni hanno la caratteristica di svilupparsi, e in modo piuttosto rapido, in altezza, cosa che permette, soprattutto negli spazi ristretti dei balconi e degli orti, di organizzare in modo sicuramente più ottimale la coltivazione.

Le fragole rampicanti si possono anche far crescere in un contenitore messo in sospeso, con i tralci che in quel caso si svilupperanno prima verso l’alto, poi verso il basso.

Il vantaggio di coltivare questo tipo di pianta in balcone è quello di tenerle al riparo da parassiti e piante infestanti: si tratta di qualcosa di estremamente importante per un frutto delicato come la fragola, che non può essere neanche trattato con pesticidi e diserbanti, in quanto è in grado di assorbirne la larga parte.

Qual è il clima migliore per la coltivazione delle fragole rampicanti?

Le fragole rampicanti hanno una certa preferenza per i climi temperati, e quindi né troppo caldi né troppo freddi, e anche per posizioni relativamente soleggiate. Si tratta dopotutto di un frutto che in Italia cresce dalla costa fino alle zone montane oltre i 1000 metri. La pianta è di per sé molto adattabile a diverse condizioni climatiche: è il frutto che purtroppo non riesce a sopravvivere a gelate particolarmente intense.

Per questo motivo è il caso, nel caso in cui vivessimo in una zona particolarmente fredda del paese, riparare le piante almeno durante la stagione particolarmente fredda. Un telo di plastica sarà più che sufficiente per mettere al riparo le nostre piante.

Che tipo di terreno dobbiamo preparare per le nostre fragole?

Il terreno da preparare per le nostre fragole deve essere:

  • molto leggero
  • sciolto
  • ben drenato
  • ricco di torba
  • ricco di sostanze di tipo organico
  • ben fertilizzato, magari in precedenza con il letame, che va interrato a 25–30 centimetri. Ne vanno usati 2,5 kg per metro quadrato di terreno.

Il terreno è di fondamentale importanza per la riuscita del tutto, quindi poniamovi la giusta attenzione.

La semina delle piantine

La riproduzione delle fragole per seme è in realtà il modo più difficile di procedere per la coltivazione di questa particolarissima pianta e in genere gli si preferisce la propagazione vegetativa.
Il seme va piazzato in semenzaio a primavera quasi finita, utilizzando un terriccio che sia esclusivamente a base di torba e di sabbia, al 50% per componente.

I semi vanno distanziati di 2–3 cm l’uno dall’altro, e poi coperti dal terriccio, che deve essere però in strato davvero sottile.

L’innaffiata durante questo primo periodo va effettuata con uno spruzzino, al fine di evitare di smuovere eccessivamente i semi.

Dopo circa 100 giorni dalla semina, le piantine dovrebbero ormai essere grandi abbastanza per essere estirpate con delicatezza ed essere spostate in vaso o nell’orto.

Durante il trasferimento le piantine vanno legate a quello che sarà il sostegno finale, ovvero una canna di bambù o una rete, qualunque di queste due soluzioni avremo scelto per le nostre fragole rampicanti.

Nel preparare il vaso per le fragole rampicanti si deve procedere nello stesso modo:

  • sul fondo del vaso mettiamo 3–4 centimetri di ghiaia: serve per garantire un ottimo drenaggio. Il terreno per le fragole rampicanti, infatti, deve essere necessariamente ben drenato, durante tutta la stagione.
  • successivamente si può inserire il letame, con le medie che vi abbiamo indicato poco sopra anche per le piantine
  • successivamente va inserito uno strato di terriccio, che serve ad evitare che le radici della pianta possano venire a contatto con il letame
  • successivamente potremo interrare le nostre piantine
  • dovremo scavare un buco per ogni piantina, coprendo fino al colletto della pianta con il terriccio
  • pressiamo, in ultimo, il terriccio, senza esagerare
  • successivamente potremo innaffiare, e per i primi giorni vi consigliamo di procedere con uno spruzzino, per evitare di stressare eccessivamente le piante.

Si tratta di una procedura che deve essere necessariamente seguita in questo ordine, per garantirci la riuscita della coltivazione delle fragole rampicanti.

Le piantine pronte da trapiantare? Una soluzione migliore

Far sviluppare le piante di fragole rampicanti non è affatto facile, ed è per questo motivo che in moltissimi preferiscono le piantine già pronte da trapiantare. Si tratta ovviamente di una decisione che non può che stare a voi e voi soltanto.

Se ci tenete particolarmente ad avere, in poco tempo, una bella pianta di fragole rampicanti, forse procedere con gli innesti è una soluzione più consona al vostro obiettivo.

Come si annaffiano?

Le fragole rampicanti vogliono tanta acqua, anche se viene terribilmente rovinata dai ristagni. Per questo motivo, soprattutto quando è coltivata in vaso, va messa all’interno di un terriccio ben drenato. L’operazione con la ghiaia serve appunto a questo scopo.

L’annaffiatura dovrà dunque essere frequente e in piccole quantità, per evitare che si formino i suddetti ristagni. Il terriccio va innaffiato quando l’annaffiatura precedente è ormai “asciutta”. L’annaffiatura dovrebbe colpire esclusivamente il terreno e non anche le foglie e i frutti.

Concimare

Oltre ad un terreno umido ma non ristagnante, le fragole hanno anche una certa predilezione per i terreni che sono ricchi di sostanze organiche. Per questo motivo, mentre procederemo con la preparazione preliminare dei terreni che ospiteranno le nostre fragole, sarà necessario inserire del letame stallatico maturo.

L’operazione andrebbe ripetuta ogni autunno, posizionando sempre del letame maturo.

Ogni 45 giorni, inoltre, si può concimare con liquidi a base di fosforo e potassio, che possono essere facilmente diluiti nell’acqua che andremo ad utilizzare per l’annaffiatura. Si tratta di una procedura di fondamentale importanza per la riuscita della coltivazione di una pianta che ha necessariamente bisogno di terreni ben concimati e davvero ricchi di sostanze organiche.

Pacciamare durante l’inverno

Durante l’inverno possiamo coprire la massa radicale, coprendo il tutto con del fogliame o con della paglia. SI può anche utilizzare dell’agritessuto, per chi trovasse il ricorso a questo tipo di espedienti più facile.

La pianta va protetta dalle gelate, che possono metterne a repentaglio la vita. Se viviamo in zone particolarmente fredde, teniamone conto.

Come si pulisce?

La fragola andrebbe pulita a fine inverno, quando la pianta si sta organizzando per una nuova stagione vegetativa. I tralci che sono stati uccisi dalle gelate andrebbero rimossi proprio in questo periodo dell’anno. Andrebbero rimosse anche le foglie secche e i rami spezzati.

È proprio in questo momento dell’anno che possiamo procedere con la moltiplicazione delle piante. Se le piante sono grandi a sufficienza, potremo infatti procedere con la divisione in cespi, che è poi il modo migliore per avere a disposizione delle piante di fragole, dato che come abbiamo detto in precedenza la coltivazione da seme risulta decisamente problematica.

I parassiti

Le piante che vengono coltivate in vaso e dunque in balcone o in terrazza e che sono rampicanti, hanno l’innegabile vantaggio di essere più difficilmente attaccatili dai parassiti e dalle patologie. Il frutto infatti non viene a contatto con il terreno e quindi ne rimane relativamente protetto.

Le fragole rampicanti sono per questo motivo decisamente più resistenti della loro controparte strisciante, che crescendo praticamente a diretto contatto con il suolo è esposta in misura decisamente maggiore all’azione dei parassiti.

Le infestazioni da funghi o da parassiti andrebbero comunque prevenute piuttosto che curate: il frutto molle non permette infatti il trattamento con fungicidi e insetticidi. Per intenderci, dovremo, grazie a corrette pratiche colturali, evitare che le infestazioni avvengano in primo luogo, dato che intervenire ex-post sarà estremamente difficile.

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