Poltiglia bordolese: dosi ed usi

Tutti ne parlano anche se in pochi ne conoscono i segreti. Parliamo della poltiglia bordolese, una miscela che serve a liberarsi principalmente dalle malattie crittogamiche, ovvero dai funghi. L’agricoltura e le tecniche che la governano sono il frutto di miglioramenti che si sono sovrapposti nei millenni, e oggi parliamo proprio di uno dei metodi più antichi per preservare le nostre piante e il nostro orto. Quali dosi dobbiamo utilizzare? E’ possibile adottare soluzioni fai da te? A che prezzi si trova?

La storia della poltiglia bordolese

Come avrete potuto sicuramente intuire dal nome, la poltiglia bordolese è una preparazione che viene dalla città di Bordeaux, famosissima per le sue viti, e qui nacque oltre cento anni fa. Si tratta di quel trattamento, e questo aiuterà ad individuarla anche se non abbiamo mai o quasi mai avuto a che fare con i campi, dal colore azzurro-turchese, che i nostri nonni utilizzavano un po’ su tutte le piante. Si utilizzava sulle vigne, sui pomodori, e anche sulle piante da fiori, come ad esempio le rose. I più previdenti, dato che in campagna spesso difficilmente ci si riusciva a difendere dai funghi, la spruzzavano anche sui muri di casa.

Che cos’è la poltiglia bordolese?

Si tratta di un miscuglio che ha come ingredienti principali il solfato di rame e l’idrossido di calcio, che vanno sciolti nell’acqua e, con l’aiuto di particolari diffusori, spruzzato sulle piante. Si tratta di un prodotto in grado di aderire facilmente e che non viene lavato via né dall’irrigazione né dalla pioggia.

Il suo scopo principale è quello di combattere i funghi: l’azione funghicida, come vedremo tra pochissimo più in dettaglio, è data proprio dall’interazione tra il solfato di rame e la calce.

Si può preparare anche da soli: ecco le dosi!

La poltiglia bordolese è diventata molto popolare (e lo è ancora oggi), non solo per la facilità d’uso e l’efficacia, ma anche per l’enorme facilità di preparazione. Si tratta infatti di un miscuglio che si può preparare facilmente con i seguenti ingredienti:

  • 1 kg di solfato di rame
  • 800 grammi di calce spenta

Le dosi si possono variare: più sarà alta la concentrazione di solfato di rame, più sarà facile combattere i funghi. Più sarà alta la concentrazione di calce spenta, più il prodotto rimarrà attaccato alle piante.

Si tratta dunque di calcolare, e qui entra in gioco l’esperienza del bravo agricoltore, un equilibrio tra la durata del trattamento e la sua efficacia. Le dosi devono comunque essere modificate poco a poco, dato che la calce può facilmente bruciare le piante e i frutti e il solfato, se in eccesso, potrebbe avere comunque effetti nefasti sulle nostre coltivazioni.

Si può anche comprare pronta

Chi non se la senta di giocare a fare il chimico di campagna, può comunque rivolgersi ai negozi specializzati in questo tipo di prodotti, che vendono ormai da parecchi anni la poltiglia bordolese già pronta. Anche qui però dobbiamo sottolineare il fatto che si tratta di prodotti relativamente non omogenei: fatevi consigliare da un esperto per quanto riguarda le concentrazioni, comunicando contestualmente quelli che sono i frutti che andranno a subire il trattamento.

È tossica? È pericolosa per l’uomo?

Se i frutti vengono ben lavati prima di essere portati in tavola, non ci sono preoccupazioni di sorta per quanto riguarda l’utilizzo della poltiglia bordolese sulle nostre coltivazioni. Si tratta infatti di un prodotto sicuro che ha livelli di tossicità estremamente bassi, che diventano nulli una volta che si sarà lavato per bene il frutto prima di essere mangiato. Trattandosi di un trattamento comunque forte, è sconsigliato usarlo sulle piante da frutto che producono materiale non coperto da buccia resistente (è il caso ad esempio delle fragole). In questi casi, si farebbe sicuramente bene ad orientarsi verso altri tipi di prodotti.

Quando fare il trattamento con la poltiglia bordolese?

Il trattamento è fatto in genere in inverno, sia sulla vite che sugli alberi da frutto. Riesce a combattere praticamente tutti i tipi di funghi più comuni:

  • è efficace contro la peronospora, che attacca praticamente tutti gli ortaggi in circolazione nel nostro paese, su tutti peperoni, meloni, zucche, zucchine e pomodori
  • riesce a combattere l’occhio di pavone, la bolla, la septoriosi, la ticchiolatura ed altri tipi di patologie che possono, molto facilmente e in breve tempo, mandare alla malora il nostro raccolto

Il trattamento va fatto al momento giusto, anche per motivi che prescindono dalla riuscita del raccolto.

Il problema della tossicità per le api

Si dovrebbe cercare, ove possibile, di anticipare il più possibile la ramatura con la poltiglia bordolese. Questo perché purtroppo ha un livello di tossicità, per quanto basso, anche per le api. Nel caso di trattamenti troppo intensi e troppo tardivi, rischieremmo di fare un eccidio di api, con quello che ne consegue a livello di equilibrio ambientale. In aggiunta, perdere degli ottimi impollinatori come le api è sicuramente un grosso peccato, anche per la riuscita del nostro orto.

Perché si usa la calce?

Il solfato di rame, come sapranno bene coloro i quali sono nati e hanno vissuto in campagna, è utilizzato praticamente da sempre nella cura delle piante. È il prodotto che è adibito alla rimozione e al controllo dei funghi e, anche nel caso di ferite già aperte, riesce a favorire la cicatrizzazione.

La calce idrata aumenta il pH, stabilizza la struttura ed è anche un elemento nutritivo per le piante. Inoltre, riesce a far attaccare meglio il solfato di rame alle piante e ai frutti, motivo per il quale dalla sua interazione ne guadagna anche il solfato di rame, che è poi il vero principio attivo di questa preparazione.

In quanta acqua va sciolta?

Se si tratta di una applicazione invernale, la poltiglia bordolese va sciolta in circa 100 litri d’acqua per 800 grammi di prodotto. Per le applicazioni primaverili invece, si dovrà abbassare la dose fino a mezzo chilo per 100 grammi di prodotto.

Per proteggere solo rami e tronchi, si potrà abbassare la dose a 400 grammi.

Scegliere il momento giusto per l’applicazione si riflette dunque anche sulla quantità di poltiglia utilizzata. Ragioniamo sempre prima di trattare il nostro orto: i risultati saranno davvero stupefacenti!

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