Coltivare topinambur: guida alla coltivazione della pianta

Il topinambur è un tubero che arriva, almeno in Italia, dal continente nordamericano, nonostante si tratti dello stesso prodotto che, almeno fino a qualche anno fa, veniva chiamato rapa tedesca. Si tratta di una pianta infestante, che può essere trovata ormai anche in diverse zone d’italia, soprattutto a ridosso dei letti dei fiumi e che può essere coltivata con discreto successo tanto in vaso quanto in orto.

Vediamo insieme come coltivare il topinambur, una pianta che può dare incredibili soddisfazioni anche a chi si trova a muovere i primi passi per quanto riguarda l’orticoltura.

Le caratteristiche del topinambur

Come abbiamo detto in apertura, il topinambur è una pianta molto resistente e che non presenta grosse problematiche in fase di coltivazione. È piuttosto resistente alle malattie e, come vedremo più avanti, anche molto poco esigente per quanto riguarda cure, terreno e coltivazione.

Il topinambur viene coltivato esclusivamente a scopo alimentare: se ne consuma, come nel caso delle patate, il tubero.

Si tratta di una pianta che fiorisce in modo piuttosto vistoso, con dei fiori gialli piuttosto caratteristici che ricordano le margherite. Tuttavia, il topinambur non viene praticamente mai coltivato a scopo decorativo.

Dove si può coltivare il topinambur?

Il topinambur è una pianta povera, nel senso che non ha bisogno di alcun tipo di attenzione particolare e che è addirittura infestante. Si tratta di una pianta che, una volta introdotta nel vostro orto, sarà quasi impossibile da rimuovere, anche per gli anni successivo. Dato che si tratta di una pianta infestante, dunque, è più che indicato delimitare quella che è l’area che gli assegniamo. Mettiamola, se possibile, ai margini del nostro capo.

Il topinambur preferisce le aree non eccessivamente soleggiate e ha bisogno di un terreno che sia relativamente umido. Il suo habitat naturale, ricordiamocelo, è la riva del fiume.

Come si impianta e si semina il topinambur?

La finestra per piantare il nostro topinambur è relativamente ampia. Si può piantare infatti dalla fine di febbraio, nei posti relativamente caldi, fino a maggio.

Il tubero andrebbe interrato quando l’inverno è già finito e non c’è più la possibilità di gelate. Il germoglio va esposto verso l’alto.

La semina deve avvenire almeno a 15 cm dalla superficie del suolo e le piante devono essere poste ad almeno mezzo metro le une dalle altre.

Quando la coltivazione comincia

Passato il periodo di semina, arriveremo alla fase intermedia della coltivazione. In questa particolare fase il nostro topinambur non ha assolutamente bisogno di cure particolari. Si tratta infatti di una pianta che non ha malattie note e nemmeno parassiti in grado di attaccarlo.

A creare problemi possono essere soltanto i topi, che possono danneggiarne il tubero e renderlo inutilizzabile.

È necessaria la sarchiatura e un’irrigazione che permetta al tubero di vivere sempre in un ambiente relativamente umido.

Per il resto non sono assolutamente necessari altri tipi di trattamenti fitosanitari e non è neanche necessaria la concimazione. Il topinambur si adatta prontamente a tutti i tipi di condizioni atmosferiche e non teme alcun tipo di condizione avversa.

La raccolta

Il topinambur produce tuberi ad una profondità maggiore delle patate. Per raccoglierlo dovremo scavare con una zappa o con una piccola vanga, facendo attenzione però a non danneggiare il tubero.

Tendenzialmente, più sarà rigoglioso e spesso il fusto della pianta, più il tubero sarà grosso.

La raccolta deve avvenire a estate terminata. Si può raccogliere progressivamente, dato che la pianta matura fino all’inverno. Dato che si tratta di una pianta che sviluppa tuberi a profondità elevate, è in genere molto difficile andare a raccogliere tutti i tuberi, e gli anni successivi ci troveremo di nuovo con una coltivazione di topinambur senza aver mosso un dito.

La coltivazione in vaso

Sebbene in rete si possano trovare diverse guide per coltivare il topinambur in vaso, le richieste di spazio di questa particolare coltivazione la rendono inadatta alla coltivazione al chiuso e/o in spazi fortemente ristretti. Vi consigliamo di trasferire, quando possibile, la coltivazione del vostro topinambur in luogo aperto, facendo però sempre attenzione ad avere una zona delimitata, in quanto pianta infestante, dove coltivare.

Se il raccolto è stato troppo scarso, abbiamo probabilmente piantato i nostri tuberi a distanza troppo ravvicinata. Per l’anno successivo, mettiamoli a distanza maggiore.

Un altro problema dello sviluppo tipico del topinambur riguarda invece l’irrigazione. Si tratta, come ripetuto più volte, di una pianta che necessita di terreni umidi. Muoviamoci di conseguenza e irrighiamola a sufficienza.

In generale, la coltivazione di topinambur offre degli ottimi risultati, dato che è una pianta che si sviluppa molto facilmente anche in ambienti piuttosto ostili e dato che non ha bisogno di grandi risorse per crescere. Seguendo i passi che abbiamo elencato in questa guida, potrete molto facilmente avere un raccolto abbastanza corposo sin dal primo anno.

Cosa piantare?

Chi non avesse tuberi sviluppati da piantare, può trovarli nei vivai più forniti. L’avvertenza che vi facciamo è quella che però riguarda la sua rarità. Il topinambur non è infatti una pianta molto comune dalle nostre parti, nonostante possa essere preparata in mille modi. Vi toccherà, con ogni probabilità, girare un po’ per trovarli.

Come si usa il topinambur?

Una volta raccolto, il topinambur si pulisce andando a rimuovere i residui di terra con una spazzola morbida. Prima di cucinare devono essere lavati, dato che si cuociono con tutta la buccia. Hanno un sapore leggermente metallico e amarognolo, che ricorda quello dei carciofi.

La coltivazione del topinambur, al netto dei problemi di infestazione, è forse una di quelle più facili da realizzare, soprattutto per chi è alle prime armi. Le possibilità che il raccolto vada a male, infatti, sono ridotte davvero al lumicino e l’unica cosa di cui dovrete preoccuparvi è davvero quella di tenere lontani i topi.

Nel caso in cui doveste avere dubbi, non esistete a contattarci. Cercheremo di affrontare il problema insieme per superare gli ostacoli che, almeno per il momento, vi separano dal vostro raccolto.

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