Stitichezza in gravidanza: cause, rimedi, cosa fare?

Diversi fattori sono responsabili della stitichezza in gravidanza che rappresenta una condizione comune alla maggior parte delle gestanti. L’intestino diventa pigro a causa dei cambiamenti intervenuti nel corpo delle future mamme: in genere le modificazioni dell’alveo sono da ascrivere all’azione diretta mediata dal progesterone, ossia l’ormone della gravidanza che determina un rilassamento della muscolatura dell’utero, chiamato ad accogliere durante i mesi della gestazione il nascituro. Di conseguenza, il progesterone esercita un effetto rallentante anche sulla muscolatura intestinale, causando una fisiologica alterazione dell’alveo con conseguente stipsi.

Stitichezza in gravidanza: cause e rimedi. Cosa fare?

Oltre a questa causa ormonale, va sottolineato il fatto che l’attività intestinale viene modificata durante la gestazione anche dalla pressione esercitata dall’utero che genera una sorta di schiacciamento dell’intestino man mano che aumenta di volume nell’arco dei tre trimestri della gestazione. A tali fattori, vanno ad aggiungersi altre condizioni che non devono essere trascurate visto che possono accentuare la stitichezza in gravidanza: si tratta dell’assunzione degli integratori a base di ferro che possono talvolta rallentare il transito intestinale e provocare acidità gastrica, oppure una condizione di forte stress fisico ed emotivo.

Stitichezza durante la gravidanza

Per combattere la stitichezza bisogna prevenire con l’alimentazione. Durante la gestazione per contrastare gli effetti legati all’intestino pigro è opportuno seguire un approccio dietetico più salutare, incentrato su un regolare apporto di fibra alimentare da associare ad una regolare idratazione, dal momento che i cibi ricchi di fibra solubile tendono ad assorbire molta acqua; nell’elenco degli alimenti da privilegiare ci sono la verdura, i cereali integrali e un buon bilancio di frutta fresca e secca. Non devono mancare quindi in tavola: cavoli, bietole, insalata, spinaci, verza, fagiolini, kiwi, prugne, arance, ananas; chi soffre di stipsi persistente dovrebbe rinunciare invece a quegli alimenti che attivano un effetto astringente come: il riso, le patate, le carote, le banane, i cachi e le mele. Oltre a bere i canonici 2 litri di acqua al giorno, si consigliano anche delle tisane a base di erbe che contrastano la stipsi, ma che allo stesso tempo non siano dei lassativi aggressivi. Tra i fitoestratti più utili si suggerisce l’infuso di malva che esercita una blanda attività lassativa grazie alla presenza di mucillagini capaci di assorbire un elevato quantitativo di acqua rendendo più morbide le feci; un’altra pianta officinale utile è la radice di liquirizia che attiva una leggera azione lassativa da ascrivere alla presenza della mannite, uno zucchero naturale che trattiene l’acqua e stimola la peristalsi: per le dosi e l’assunzione delle tisane in gravidanza è opportuno chiedere delucidazioni al farmacista o all’erborista di fiducia. Per normalizzare il transito intestinale è utile inoltre la pratica di una regolare attività fisica blanda come la ginnastica posturale, il pilates, lo yoga, l’aquagym oppure una semplice passeggiata di mezz’ora a passo moderato. 

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