Temperatura corporea neonati: febbre bambino nei primi mesi di vita, come riconoscerla?

Nei primi mesi di vita dei neonati tra i malesseri che con maggiore frequenza si possono verificare, si registrano casi di aumenti lievi della temperatura corporea. Percepire variazioni lievi della temperatura corporea del neonato non è semplice perché essi possono essere anche impercettibili. Significativi aumenti, invece, si hanno quando il piccolo ha la febbre. Per una corretta diagnosi della febbre bisogna tenere presente che il “termostato corporeo” setta, dopo una settimana dalla nascita, la temperatura corporea del neonato intorno ai 37 gradi, con delle variazioni che oscillano tra i 36,8°C al mattino ed i 37,2°C la sera. Se il bambino ha un valore di temperatura corporea compreso in questo intervallo non c’è da preoccuparsi, in caso contrario vi invitiamo a leggere questo articolo per rispondere ai dubbi che vi sono sopraggiunti e, nel caso, rassicurarvi.

Se siete giunte per la prima volta su Tutto Donna, potrebbe risultare interessante per voi leggere tutti i nostri articoli della sezione dedicata ai bambini: troverete consigli utili e risposte alle vostre domande che riguardano i vostri piccoli.

La cosiddetta “febbriciattola” rappresenta un sintomo caratteristico in questa fase della vita di molti neonati in cui la temperatura corporea segue regole e ritmi leggermente diversi rispetto a quelli degli adulti. Quest’innalzamento della temperatura compare in modo improvviso e tende a destare preoccupazione nei genitori anche se generalmente non si raggiungono mai livelli troppo elevati di temperatura. Tuttavia, un lieve rialzo termico non va considerato febbre se appunto non legato ad un agente eziologico particolare (mal di gola, raffreddore) ma a fattori esterni ambientali, come ad esempio: temperatura dell’ambiente di casa troppo alta, stato di agitazione o pianto prolungato del bambino, stress di varia natura (dorme poco, è irrequieto, mangia poco); in tal caso è possibile notare un rialzo della temperatura di 2-3 tacche rispetto alla temperatura normale, ma si tratta di un fenomeno passeggero e legato a condizioni fisiologiche. Diverso è il discorso del bambino che manifesta i sintomi del raffreddore e del naso che inizia a colare. Non appena il nasino inizia a riempirsi di muchi la prima cosa da fare è quella di liberare il naso dalle secrezioni con l’ausilio dell’aerosol e di un aspiratore nasale. 

Temperatura neonati: quando è febbre?

Primi mesi di vita, il bambino ha la febbre? Come valutare la temperatura corporea dei neonati?

Va precisato che da 0 a 3 mesi di vita viene considerata febbre una temperatura superiore ai 38 gradi; nei neonati con più di 3 mesi invece se la temperatura supera i 38,5 gradi. Tuttavia, la valutazione obiettiva deve però tener conto di altri parametri che fanno appunto parlare di febbre: uno stato febbrile qualora la durata del rialzo si prolunghi per più di 24 ore e presenza concomitante di altri sintomi di tipo sistemico (raffreddore, mal di gola). Inoltre, è bene sapere che anche la dentizione può provocare un’aumento della temperatura corporea dei neonati

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In presenza di un rialzo della temperatura corporea neonati tale da poterlo identificare come febbre, non c’è da preoccuparsi perché questo tipo di episodi rappresentano un’occasione importante per consentire alle difese immunitarie dell’organismo di potenziarsi. La febbre infatti è un meccanismo naturale di difesa contro agenti patogeni che invadono il nostro organismo. L’aumento della temperatura corporea evita il proliferare di batteri e germi di varia natura che sono venuti accidentalmente a contatto con il piccolo. Per cui l’aumento della temperatura costituisce molto spesso un sintomo da dover ricondurre ad un fattore eziologico, e non una causa, da essere trattato nel modo più appropriato. Sono diverse le cause che possono determinare l’insorgenza della febbre nei primi anni di vita del bambino, ad esempio nei mesi invernali si assiste ad un calo delle difese immunitarie dell’organismo ed il piccolo è facilmente attaccabile da virus e batteri. Tra le cause più comuni che possono determinare un aumento significativo della temperatura nei bambini con uno stato febbrile che tende a protrarsi per qualche giorno vanno segnalate condizioni patologiche come: infezioni delle alte vie respiratorie, raffreddore, faringiti, tonsilliti, otiti, morbillo, varicella, rosolia, mononucleosi, scarlattina.

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