Ecografie in gravidanza: programma mese per mese

Le ecografie in gravidanza sono esami indispensabili ai quali la donna in dolce attesa deve sottoporsi. Le ecografie, infatti, rappresentano uno degli strumenti più validi che abbiamo a disposizione per monitorare mese dopo mese lo sviluppo del feto all’interno del pancione. Alla neo-mamma è richiesto inoltre sottoporsi ad esami del sangue e visite mediche che si aggiungeranno alle ecografie per delineare il quadro completo dello stato di salute sia della mamma che del figlio. Quando vanno eseguite le ecografie? E con che cadenza? Le ecografie in gravidanza alle quali la mamma è chiamata a sottoporsi sono tante e scaglionate nel tempo. Tuttavia, il SSN (Servizio Sanitario Nazionale) ne ha stabilite tre obbligatorie che è possibile eseguire in regime convenzionato presso una qualsiasi struttura pubblica con la sola prescrizione del vostro medico. La prima ecografia va eseguita entro il primo trimestre di gravidanza (consigliamo di contattare il vostro ginecologo non appena l’esito del test di gravidanza è positivo); la seconda è detta ecografia morfologica e si effettua tra la 20ª e la 24ª settimana di gravidanza, mentre la terza si effettua tra la 30ª-32ª settimana e serve a valutare la crescita fetale. Ma quali informazioni ci danno queste ecografie? Scopriamolo insieme in questo articolo dettagliato che vi spiegherà passo passo cosa si vede nelle tre ecografie obbligatorie che dovrete eseguire. 
Se questa è la vostra prima visita su Tutto Donna, consigliamo la lettura degli articoli dedicati alla gravidanza nell’apposita sezione riservata al tema.

Ecografie in gravidanza: primo trimestre

La prima ecografia è detta anche mini-morfologica; la donna è chiamata a sottoporsi a questo esame entro la 12ª settimana di gestazione ovvero durante l’arco del primo trimestre. Tuttavia, è bene eseguire questo tipo di analisi il prima possibile cioè quando avete accertato, attraverso opportuni esami del sangue o test di gravidanza, il vostro stato interessante. Questo è importante per scongiurare tutta una serie di problemi che potrebbero creare seri danni sia alla madre che al feto che portate in grembo. Una delle possibili complicazioni che è possibile diagnosticare è l’eventualità di una gravidanza extrauterina, condizione che ha risvolti pericolosi per entrambi. Cosa è possibile vedere con questa ecografia? Si può subito vedere il numero di embrioni che si stanno sviluppando, quindi stabilire se la gravidanza è singola, gemellare o plurigemellare; si valuta il regolare battito del bambino (e potete anche ascoltare il suo cuoricino battere) ed il ginecologo inizia a misurare in punti ben precisi il il feto in accrescimento. L’ecografia eseguita durante il primo trimestre di gravidanza è utile anche per datare con precisione il periodo in cui è avvenuto il concepimento e quindi stabilire, con buona affidabilità, il giorno del parto. Si tratta questa di una proiezione, in quanto stabilire la data del concepimento e dunque quella del parto risulta molto difficile nelle donne che non hanno cicli mestruali regolari. Il ginecologo infatti farà questa previsione con delle tabella alla mano che di norma hanno un’affidabilità dell’80%. Se entrambi i genitori danno il consenso, è possibile eseguire dei test specifici per accertare la presenza o meno di alterazioni cromosomiche. In prima istanza, si esegue il test della traslucenza nucale per scongiurare la presenza o meno della sindrome di Down (trisomia 21) o della sindrome di Edwards (trisomia 18).
In cosa consiste il test della traslucenza nucale? Durante l’esecuzione dell’ecografia il ginecologo misurerà lo spessore di una piccola plica di grasso localizzata tra la porzione nucale della colonna vertebrale e la cute stessa.

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La lunghezza di questo strato, associata ad altri fattori quali l’età della madre, consente di stimare un indice di rischio della possibilità di mettere al mondo un bambino affetto da sindrome di Down o di Edwards. Se all’esame questo valore risulta nella norma (valore limite 2 mm) allora i genitori possono tranquillizzarsi, in caso contrario per un’ulteriore certezza il ginecologo vi suggerirà di sottoporvi ad un’amniocentesi. Questo è, invece, un esame invasivo che però è in grado di dirvi con certezza se vi è un’anomalia cromosomica o meno. Un ulteriore riscontro si può avere con il bi-test o dual-test che, combinato con altri parametri, ha una sensibilità del 90% nel predire la nascita di un bambino affetto da alterazione cromosomica.

Quali ecografie in gravidanza?

Ecografie nel secondo trimestre di gravidanza: la “morfologica”

La seconda ecografia obbligatoria è detta “morfologica”. Si esegue intorno alle ventesima settimana ed è chiamata morfologica proprio perché consente di esaminare la morfologia di tutti gli organi vitali che stanno sviluppando per stabilire se l’accrescimento e la funzionalità sono corretti.
Si analizzano la forma e le dimensioni della testa, il torace, la morfologia e il battito del cuore, i polmoni, la forma degli arti e i movimenti del feto che rappresentano un chiaro segno del benessere del piccolo. La differenza con la prima sta nel fatto che gli organi vitali del feto sono maggiormente visibili e sviluppati ed è possibile analizzare meglio alcune strutture, soprattutto quelle cerebrali. La “morfologica” serve inoltre per osservare la placenta, in quanto potrebbero sorgere dei problemi. Infatti, è possibile che essa sia previa ovvero posta davanti al collo uterino e per questo può costituire un problema per un eventuale parto naturale.
Con un pò di fortuna e “complicità” da parte del piccolo è possibile è possibile definire il sesso del bambino (se la posizione assunta dal bimbo lo consente) e valutare la quantità di liquido amniotico, fondamentale per il benessere del piccolo. Si misurano inoltre la circonferenza del cranio, dell’addome, la lunghezza del femore, dell’omero, delle clavicole.

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Questa ecografia inoltre scongiura la possibilità che il bambino abbia la spina bifida, che si previene con l’integrazione di acido folico fin dalle prime settimane di gravidanza.

Terzo trimestre: ultima ecografia prima del parto 

Siete quasi giunte al “traguardo”, manca veramente poco per scoprire che volto ha il piccolo che avete portato in grembo per tutti i nove mesi di gestazione. Tra la 30ª e la 34ª settimana va effettuata l’ecografia del terzo trimestre che permette di valutare l’accrescimento generale del piccolo che si appresterà di li a poco a venire al mondo. Questa ecografia permette di sapere, attraverso la misurazione dell corpicino del bambino, se vi è il rischio che il bambino nasca sottopeso misurando la sua crescita. Inoltre, con questa ecografia permetterà di stabilire la posizione del bambino: cefalica(il bambino è rivolto con il capo verso il basso), podalica (il bambino è rivolto con il capo verso l’alto) o trasversale (il bambino è messo in obliquo con la testa appoggiata a un fianco). Questa posizione verrà controllata anche poche gironi prima del parto al fine di valutare un parto cesareo se il feto non si colloca nella giusta posizione.

Queste sono le tre ecografie più importati che la donna deve obbligatoriamente svolgere durante la gravidanza, ma non è da escludere che il ginecologo vi chieda di eseguire ecografie con cadenza mensile. Accanto alle ecografie spesso si può richiedere di eseguire un’amniocentesi o una villocentesi al fine di scongiurare possibili complicazioni come un aborto spontaneo.

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